Vademecum Genitore

VADEMECUM del GENITORE

Qualche consiglio per una stagione divertente e piena di soddisfazioni.

Il ruolo del Genitore. La ragazza che sceglie di impegnarsi in uno sport merita rispetto e stima da parte dei genitori, che devono cercare di spronarla ed incoraggiarla nel svolgimento di tale attività, ma sopratutto capire, e farle comprendere, che lo sport è prima di ogni cosa, divertimento e voglia di stare insieme, senza nutrire gelosie inutili o false ambizioni, che, il più delle volte, sono di ostacolo e non di aiuto alla giovane.
In effetti, particolarmente nel calcio e nella fascia d’età compresa tra i 6 ed i 18 anni, il genitore si trova
di frequente protagonista di situazioni spiacevoli, che creano problemi ed ostacoli ad una serena e positiva attività sportiva per la propria figlia.
Molto spesso, un occhio attento scopre che il finto protagonista delle partite giovanili, colui che è più carico di tensioni, che si è preparato meticolosamente e che poi si dispera se si sbaglia un tiro in porta, è proprio il genitore.
La ragazzina, invece, scuote le spalle, cancella quasi subito l’errore o la sconfitta e, in definitiva, l’unica
cosa di cui veramente si rammarica è l’idea della predica che lo aspetta a casa. Può capitare che inconsciamente si tenda a realizzarsi attraverso i figli e a proiettare su di essi i desideri che non si è riusciti a soddisfare da giovani. Con la convinzione che “lo si fa per il suo bene”, in realtà si può correre il rischio di diventare veri e propri deterrenti psicologici, non solo condizionando negativamente il rendimento in gara, ma fatto ancora più grave, danneggiando lo sviluppo psicologico della ragazza. Molto spesso si vorrebbe che la propria figlia non commetta mai errori, ma questo, purtroppo, non è possibile ed il compito del genitore diviene, perciò, quello di non intromettersi nelle scelte della figlia e di non voler vivere la vita al suo posto, capendo che ogni errore commesso ed ogni dolore provato aiuta la ragazza a crescere ed a formare una sicura personalità.
Pensiamo che l’attività sportiva sia uno dei mezzi migliori per aiutare la propria figlia a maturare e a
crescere, in quanto lo sport spinge la giovane ad impegnarsi, a cercare di migliorarsi, a mettersi continuamente alla prova,a stringere rapporti sociali, a comprendere il sacrificio e l’umiltà, ad assumersi delle responsabilità ed a divenire membro di una collettività nella quale vigono, per ciascuno, diritti e doveri.

Di seguito vengono proposti alcuni suggerimenti per i genitori, frutto di esperienze e che servono ad indicare un modello di comportamento positivo nei riguardi dei propri figli, modello che, ovviamente non ha nessuna pretesa di essere un Dogma, ma solo una traccia di riflessione:
• Stimolare, incoraggiare lo pratica sportiva, lasciando che lo scelta dell’attività sia fatta dalla ragazzina.
• Instaurare un giusto rapporto con l’allenatore per fare in modo che alla ragazzina arrivino sempre segnali coerenti dagli adulti di riferimento.
• Lasciare la ragazzina libera di esprimersi in allenamento ed in gara (è anche un modo di educarlo all’autonomia).
• Evitare di esprimere giudizi sulle sue compagne o di fare paragoni con esse: è una delle situazioni più antipatiche che si possano verificare sia per le piccole che per le grandi.
• Evitare rimproveri a fine gara. Dimostrarsi invece interessati a come vive i vari momenti della gara ed eventualmente evidenziare i miglioramenti. Aiutarla a porsi obiettivi realistici ed aspettative adeguate alle proprie possibilità.
• Offrire molte opportunità per un’educazione sportiva globale. Rispetto delle regole, degli impegni, delle priorità, dei propri indumenti, degli orari, delle compagne, dell’igiene personale. Il genitore deve concorrere al raggiungimento di questi obbiettivi con l’allenatore.
• Far sentire lo nostra presenza nei momenti di difficoltà; sdrammatizzare, incoraggiare, evidenziare gli aspetti positivi. In ogni caso salvaguardare il benessere psicologico della ragazzina.
• Avere un atteggiamento positivo ed equilibrato in rapporto al risultato, saper perdere è molto più difficile ed importante che saper vincere. Nello sport, come nella vita, non ci sono solo vittorie e dopo una caduta bisogna sapersi rialzare.

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